Sul piano elettorale il PD siracusano ne esce sconfitto se pur con un senatore e un deputato regionale sono risultati di tutto rispetto, mentre sul piano politico ha sfiorato la catastrofe.

E’ infatti sul piano politico che il PD locale dimostra crepe che lo possono portare alla sua  dissoluzione.

Il deputato regionale eletto nel PD è il frutto di quel paesanismo esasperato  che  è stato il cuore, il  sistema di eleggibilità delle regionali.

Un paese che si stringe attorno ad un suo giovane e lo fa deputato; è avvenuto per il PD, per Forza Italia, per Fratelli d’Italia e per  la lista degli autonomisti di Lombardo, e per la Nuova DC anche se poi il sindaco di Francofonte col suo exploit di voti non è stato eletto per mancanza del quorum, ha dimostrato di essere stato molto vicino al proprio candidato designato.

Ed infatti, questo sistema è valso per gli altri schieramenti politici, ma non per un partito che per tradizione avrebbe dovuto rappresentare le classi più deboli della nostra società.

Nell’ultima riunione della direzione provinciale ha preso per primo la parola un vecchio dirigente  del partito per dire che poiché i tre candidati che erano stati proposti erano la espressioni di tre correnti, si poteva chiudere la discussione così come poi come di fatto  è avvenuto tramite una sottostante intesa col segretario regionale Barbagallo: bisognava difendere una candidatura che sembrava pronta a spiccare il volo, mentre le altre due dovevano esserne un contorno porta voti.

Così poi non è stato perché, questa candidatura che la si dava per vincente e che una parte maggioritaria del partito proponeva, è poi naufragata.

E per difendere questa candidatura poi naufragata in una infausta intesa col segretario ragionale Barbagallo. Si disse di no alla richiesta di candidatura che veniva dagli amici dell’on.le Raiti di mettere in lista il sindaco di  Melilli.

Dopo il no scontato della direzione regionale del partito il sindaco di Melilli  giocandosi la carta della sua credibilità si candida nella lista dell’on.le Lombardo e viene eletto con settemila voti di preferenza.

Così il PD per proteggere la candidatura espressa da una delle tre correnti del partito perde questi  settemila voti, una parte dei quali se travasata alla lista per il Senato avrebbe consentito la elezione del secondo senatore PD  e cioè di Paolo Amenta sindaco di Canicattini.

Questa di cui ho detto prima, in un’altra riflessione, è stata bassa politica elettorale, quello che è mancato in questi anni al PD siracusano e regionale è stato il contatto con la gente.

La DC era forte perché si relazionava con le forze intermedie: era costante il dialogo con le grandi organizzazioni sindacali sia dei lavoratori che degli industriali e degli agricoltori.

La DC di Fanfani, Moro, Andreotti sapeva parlare ai coltivatori diretti, agli artigiani ai piccoli imprenditori, c’era costante in ogni parte del territorio nazionale un  contatto con il mondo del lavoro e della produzione.

Qui il PD  si è dimenticato di questi mondi: nemmeno quello sindacale dei lavoratori che gli dovrebbe essere connaturale.

Di conseguenza  il mondo operaio il mondo dei coltivatori diretti delle piccole imprese  si è vendicato: ha dato i suoi voti a Fratelli d’Italia e qui nel meridione ai 5 Stelle che non garantisce una crescita sociale ed economica della comunità ma soltanto una capacità di assistenza sociale dispensando soldi senza che la gente lavori.

Un nuovo PD: se ne sente la necessità; deve attrezzarsi per avere un organismo politico che dialoghi costantemente con le forze del lavoro e della produzione; se il PD non fa questo è  destinato alla  irrilevanza con un travaso di voti ad altri partiti che non siano elitari e che sanno  dialogare  con la gente.

Avvocato Titta Rizza

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