Non chiamatelo Halloween, ma “Allouin”, una storpiatura voluta del nome della festa americana, per sottolineare la volontà di proporre un’iniziativa alternativa, radicata nella cultura e nelle tradizioni popolari siciliane. Un progetto che non va confuso con la tradizionale ricorrenza dei Murticeddi, ma che proprio da quest’ultima trae ispirazione per recuperare e valorizzare le usanze legate alla commemorazione dei defunti.
L’iniziativa, ideata cinque anni fa dall’associazione Prima Linea, con la sua anima e promotrice Nicoletta La Bella, si propone di mantenere viva una tradizione profondamente legata alla memoria familiare e alla cultura popolare di Melilli e della Sicilia.
Il ricordo dei defunti attraverso i doni ai bambini
Fino dagli inizi degli anni Cinquanta, soprattutto nei paesi dell’entroterra siciliano, era consuetudine raccontare ai bambini che, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, i parenti defunti sarebbero tornati simbolicamente a far visita alle famiglie, portando doni ai più piccoli. Un modo tenero e suggestivo per tramandare il ricordo di chi non c’era più, trasformando il dolore della perdita in un momento di attesa e di gioia per i bambini.
Le bambine potevano ricevere bambole, mentre ai maschietti venivano regalate sciabole, pistole giocattolo e altri balocchi. Oggi, purtroppo, il valore simbolico di questa tradizione rischia di essere oscurato dal consumismo: i doni si sono trasformati spesso in costosi dispositivi elettronici, come gli smartphone, regalati talvolta anche a bambini di età inferiore ai dieci anni.
È proprio per recuperare lo spirito autentico di questa ricorrenza che l’associazione Prima Linea punta su un’iniziativa capace di mettere al centro la socialità, il divertimento condiviso e la riscoperta delle tradizioni.
I giochi di una volta tornano protagonisti
Con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Melilli, l’associazione dedicherà ai più piccoli spazi e momenti di gioco ispirati alla tradizione popolare. I bambini potranno cimentarsi in attività che hanno accompagnato l’infanzia di tante generazioni, quando bastavano pochi oggetti, un po’ di fantasia e la compagnia degli amici per trascorrere ore spensierate.
Tra i giochi proposti ci saranno la strummula, il tuppettu, il tiro alla fune e u sciancateddu, insieme al tradizionale gioco della campana, disegnato con il gesso sul pavimento dei vicoli. Un passatempo semplice, ma capace di coinvolgere i bambini in una sfida di equilibrio e abilità, saltando su un piede solo tra caselle numerate e facendo attenzione a non calpestare le linee.
Giochi che oggi rischiano di scomparire, soppiantati dall’intrattenimento digitale, ma che conservano un valore educativo e sociale importante: favoriscono la condivisione, il movimento, la fantasia e il piacere di stare insieme.
Cinque anni di impegno per la comunità
Nato cinque anni fa, il progetto ha registrato negli anni una partecipazione crescente, con un numero sempre maggiore di bambini coinvolti. Un segnale incoraggiante che dimostra come le tradizioni, se riproposte con entusiasmo e con formule vicine al mondo dei più piccoli, possano continuare a vivere anche nel presente.
L’auspicio è che questa quinta edizione possa rappresentare un ulteriore passo avanti, consolidando “Allouin” come un appuntamento atteso dai bambini melillesi e dalle loro famiglie.
Un ringraziamento va dunque all’associazione Prima Linea, a Nicoletta La Bella, che con passione porta avanti l’iniziativa, al sindaco Giuseppe Carta e all’amministrazione comunale, che anche quest’anno sostengono il progetto.
Perché custodire le tradizioni non significa soltanto guardare al passato, ma trasmettere ai bambini le radici della propria comunità, offrendo loro occasioni per crescere, divertirsi e riscoprire il valore dello stare insieme.

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