Tra un anno e mezzo Melilli tornerà alle urne per eleggere un nuovo sindaco o una nuova sindaca. Una scadenza che, già oggi, solleva una domanda tutt’altro che marginale tra i cittadini: chi sarà in grado di raccogliere l’eredità dell’amministrazione guidata da Peppe Carta, sindaco della “Terrazza degli Iblei”?
Non è una questione di poco conto.
L’attuale amministrazione comunale, insediatasi nel luglio 2022 per il secondo mandato di Giuseppe Carta, ha impostato fin dall’inizio la propria azione su alcuni assi strategici: ambiente, bonifiche, gestione dei rifiuti, digitalizzazione dei servizi, turismo e sicurezza urbana. Un’impostazione confermata anche dal rimpasto di giunta del giugno 2024, con la nomina di Cristina Elia a vicesindaco, pensato per imprimere una nuova accelerazione all’attività amministrativa e all’utilizzo dei fondi europei e nazionali.
Per comprendere il peso di questa eredità, è però necessario guardare al passato recente. Fino al 2017, Melilli ha vissuto una lunga stagione di instabilità politica. Le amministrazioni che si sono succedute non sono riuscite a garantire continuità e visione, lasciando spazio a contrapposizioni interne, conflitti personali e governi deboli. Il risultato è stato un progressivo impoverimento del tessuto urbano e sociale.
La città appariva trascurata, con gravi criticità nella gestione dei rifiuti, priva di una strategia di sviluppo e schiacciata da un modello economico basato quasi esclusivamente sull’industria e sulle discariche. Il commercio locale veniva lentamente eroso dall’espansione dei centri commerciali, mentre il centro storico perdeva vitalità e funzioni. Melilli sembrava aver smarrito non solo la propria attrattività, ma anche un’idea di futuro.
La svolta arriva nel 2017, con l’elezione di Giuseppe Carta, allora etichettato da molti come il “sindaco ragazzino”. Da quel momento, il cambio di passo è stato evidente. L’introduzione della raccolta differenziata, estesa al centro urbano, alle contrade e alle frazioni di Villasmundo e Città Giardino, ha portato il Comune a superare il 75% di differenziazione, oltre i limiti fissati dalla normativa nazionale.
Un risultato significativo, che avrebbe potuto rappresentare un punto di arrivo. Invece è diventato un punto di partenza. L’amministrazione ha lavorato sulla costruzione di una nuova narrazione del territorio, affrancando Melilli dall’immagine esclusivamente industriale e valorizzando il concetto di “Terrazza degli Iblei” come elemento identitario e turistico. Un marchio attorno al quale sono state organizzate iniziative culturali distribuite lungo tutto l’arco dell’anno, non più limitate alla sola stagione estiva.
Parallelamente, si è intervenuti sulla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico, come la Pirrera di Sant’Antonio, cava barocca da cui, a partire dal Seicento, veniva estratta la pietra utilizzata per la costruzione di numerosi edifici religiosi e civili in Sicilia e nel resto d’Italia.
In questo quadro si inserisce anche la nascita, nel 2023, della Fondazione “Pino Valenti”, voluta dalla Famiglia Valenti e dal Comune di Melilli, e presieduta da Rosario Cutrona. La Fondazione ha l’obiettivo di tutelare e promuovere l’eredità artistica di Pino Valenti – pittore, autore, scenografo e regista Rai – collegandola alla valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del territorio.
Un ulteriore elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda il tema della formazione universitaria. Pur non ospitando un’università autonoma, Melilli è oggi sede di corsi di laurea attivati grazie al Consorzio Universitario di Siracusa e all’Università di Messina. In particolare, il Corso di Laurea in Infermieristica, con sede nel territorio comunale, sta formando i primi laureandi locali, rappresentando un segnale concreto di investimento sul capitale umano e sullo sviluppo socio-economico dell’area. Accanto a queste iniziative pubbliche, si affiancano anche realtà private, come l’Università Marilyn, che propone percorsi di studio in Scienze Politiche, ampliando l’offerta formativa e rafforzando il legame tra istruzione e territorio.
Negli ultimi anni l’amministrazione ha inoltre avviato un percorso di rilancio del centro storico, attraverso bandi pubblici destinati a sostenere l’apertura di nuove attività commerciali e artigianali. Un tentativo concreto di contrastare lo spopolamento giovanile e di colmare una storica carenza: l’assenza di una vera vita sociale e culturale nel cuore della città.
Anche lo sport rientra in questa strategia. Eventi e competizioni sportive rappresentano un’opportunità per diffondere il brand “Terrazza degli Iblei”, aumentare la visibilità di Melilli a livello regionale e nazionale e contribuire allo sviluppo turistico e culturale del territorio.
È in questo contesto che nasce la preoccupazione per il futuro. Non si tratta di una questione personalistica, ma politica e amministrativa. Dopo anni di immobilismo, Melilli ha ritrovato una direzione. Il timore diffuso è che il “dopo Carta” possa interrompere questo percorso, riportando la città in una stagione di incertezze e conflitti.
Raramente è necessario scrivere così apertamente a favore di un sindaco. Ma altrettanto raramente, in un territorio abituato alla discontinuità, si avverte con tanta chiarezza il rischio che un ciclo amministrativo virtuoso possa non avere un’eredità all’altezza.

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